Documenti & Links utili
- La posizione ufficiale di BioCord
- Comunicato stampa BioCord
- I ginecologi italiani contro gli intermediari
- BioCord risponde ad alcune errate informazioni su conservazione e donazione
- L'Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori pubblica una nota BioCord sulle calunnie contro il settore
Soci fondatori




La migliore garanzia per i genitori sta nella differenza tra una banca ed un intermediario
Una banca del cordone ombelicale è una realtà strutturata, nata da investimenti notevoli, dotata di laboratori, licenze ed autorizzazioni internazionali. C'è chi è solito dire che ogni banca, una volta ricevuto un cordone, si impegna ad esistere per il tempo di conservazione acquistato dai genitori.
Un intermediario è di solito una piccola società a responsabilità limitata che semplicemente rivende ai genitori il servizio di conservazione offerto dalle Banche.
Affidare il cordone del proprio figlio ad un intermediario presenta dei rischi legati alla natura stessa di queste società che, non essendo fisicamente depositarie del cordone o titolari dei laboratori, non rispondono di eventuali problemi sorti dopo il pagamento del servizio.
Il fenomeno degli "intemediari" è presente quasi esclusivamente in Italia.
BioCord ha preso una posizione molto netta nei confronti di queste realtà, riservando l'ammissione alla propria associazione alle sole Banche e attivandosi per sollevare la questione nelle principali sedi Istituzionali. Leggi il position paper di BioCord,
In evidenza
Biocord risponde all'articolo diffamatorio de "L'espresso"
Rimaniamo sgomenti di fronte all'articolo "I furbetti delle staminali" pubblicato da L'Espresso lo scorso 23 agosto.
Al netto dell'opinabile scelta giornalistica di mettere a confronto conservazione e donazione intervistando solo la "campana" della donazione, lamentiamo una incorretta e parziale presentazione dei dati scientifici - che abbiamo provveduto a recapitare a L'Espresso - ed una sistematica omissione di informazioni sulle criticità del banking pubblico (eppure semplicemente attingendo dal Report 2010 del Centro nazionale del sangue o dalle dichiarazioni rese durante l'ultimo convegno Adisco dai protagonisti del banking pubblico si potevano informare i lettori sul fatto che solamente il 20% dei campioni donati viene effettivamente bancato, che le banche pubbliche hanno un deficit di 110 milioni di euro, che il 95% dei campioni bancati è di etnia caucasica e quindi di fatto inaccessibile alle minoranze etniche, che la compatibilità tra estranei è di 1:40.000, che solo il 30% dei campioni compatibili viene scelto dai centri trapianti italiani che, ove possibile, preferiscono avvalersi di campioni esteri per le maggiori analisi cui sono sottoposti, etc…).
Sicuri che l'articolo sia stato scritto in buona fede, nell'ottica di fornire ai lettori un'informazione completa ed aggiornata, abbiamo chiesto a L'Espresso - prima di adire le vie legali - la disponibilità a concedere il giusto spazio sulle loro pagine al nostro diritto di replica e rettifica attraverso la pubblicazione del seguente articolo.
I valori in cui crediamo

Etica
La conservazione familiare è una pratica scientifica e deve essere una scelta libera e consapevole.

Trasparenza
Le Banche associate utilizzano laboratori d'avanguardia, dotati di licenze riconosciute a livello internazionale.

Professionalità
Un kit non è solo un pacco da spedire. Una Banca è molto diversa da un semplice intermediario.
